Introduzione alla Fitoterapia

La fitoterapia è la scienza che studia le piante in relazione al loro utilizzo farmacologico.
Qual è la differenza tra un fitoterapico ed un farmaco tradizionale? Il farmaco di sintesi è in genere costituito da una singola molecola purificata in concentrazione nota, ha un solo bersaglio d'azione, un meccanismo d'azione rapido, ma anche effetti collaterali, che talvolta possono essere gravi.
Il fitoterapico di contro, è spesso costituito da più di un principio attivo, e di conseguenza ha più di un bersaglio terapeutico, ha un meccanismo d'azione lento, ma presenta effetti collaterali scarsi o assenti.
In fitoterapia ad agire è l'intero fitocomplesso,

che è l'insieme dei principi attivi e delle altre componenti, che pur non avendo un ruolo terapeutico diretto, agiscono in sinergia per il raggiungimento dell'effetto desiderato. Un esempio è costituito dalla Bardana (Arctium lappa), una pianta della stessa famiglia delle margherite (Asteraceae o Compositae), molto utilizzata per il trattamento delle affezioni della cute. All'interno del suo fitocomplesso troviamo le seguenti sostanze, tutte utili per il benessere della pelle:

• lignani: azione cicatrizzante e riepitelizzante sulla cute
• Inulina: fibra solubile, nutrimento per la flora batterica "buona" (funzione prebiotica)
• Composti acetilenici solforati: utili nel trattamento dell'acne
• Polifenoli: antiossidanti
• Acido-gamma-guanidino-n-butirrico: antimicotico
• Acido costusico e derivati: antimicotico
• Olio essenziale: antibatterico ed antiinfiammatorio
• Fitosteroli: competono per l'assorbimento del colesterolo
• Vitamine del gruppo B e sali minerali
• Mucillagini: proteggono la mucosa gastrica

Altro esempio è rappresentato dall'Uva ursina (Arctostaphylos uva ursi), una pianta della famiglia delle Ericaceae, utilizzata per il trattamento della cistite. All'interno del fitocomplesso, i principi attivi sono costituiti dall'arbutina e metilarbutina, che rappresentano dei profarmaci, in quanto necessitano di esser convertiti nelle forme attive, idrochinone e metilidrochinone, a livello dell' intestino, grazie anche all'azione dei flavonoidi contenuti nel fitocomplesso.
In fitoterapia spesso non è utilizzata tutta la pianta, ma una parte di essa, che può essere rappresentata dalla parte aerea, dalle foglie, dalla radice, ecc..: la parte della pianta contenente i principi attivi si chiama la droga. Una stessa pianta può avere più di una droga: ad esempio dell'ortica (Urtica dioica) si usano la parte aerea come remineralizzante, e la radice nel trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna.
Diverse sono le tipologie di preparazioni utilizzate in fitoterapia, tra le più comuni:

• polvere come tale: la droga essiccata e triturata
• tisane, infusi e decotti
• tinture madri: soluzioni idroalcoliche da pianta fresca
• estratti secchi: ottenuti per estrazione con un solvente (acqua, alcol, etere, ecc....) e sua successiva evaporazione
• oli essenziali

Le molecole di interesse farmacologico prodotte dalle piante sono spesso dei metaboliti secondari, vale a dire sostanze non essenziali per la sopravvivenza della pianta, da questa prodotta in risposta a stimoli stressanti. Ne consegue che una pianta cresciuta con abbondante acqua e concime, avrà una scarsa concentrazione di principi attivi rispetto ad una cresciuta allo stato selvatico. Inoltre tale concentrazione è molto variabile rispetto alle condizioni di luce, esposizione, ecc. sperimentate dalla pianta. Ne consegue che è di capitale importanza che i fitopreparati siano standardizzati e titolati, vale a dire che siano prodotti secondo un disciplinare che garantisca l'uniformità di un prodotto rispetto ai precedenti e ad uno scelto come standard, e che sia nota e costante la concentrazione del principio attivo. Altri fattori che possono pregiudicare l'efficacia di un fitoterapico sono la scarsa biodisponibilità o le condizioni in cui si trovava la pianta prima di essere trattata. Per esempio, le piante diuretiche come la Pilosella (Hieracium pilosella), richiedono di essere preparate in tintura da pianta fresca, perché i principi attivi ad azione diuretica, i flavonoidi, vengono distrutti dal processo di essiccazione.
E' dunque essenziale che il professionista che consiglia un fitoterapico sappia bene quali prodotti consigliare, se vuole ottenere i risultati attesi.

Dr.ssa Maria Irene Ambrosini

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